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Bombardamento di una via

data
1932
sede
Palazzo Buonaccorsi
collocazione
Depositi
tecnica
Olio su tavola 52x62cm
n. inventario
2772
tipologia
Pittura
scuola
Futurista

Descrizione

L’opera rappresenta una via cittadina con alti grattacieli sormontati dal volo di due aeroplani mentre sganciano delle bombe. Gli edifici sono illuminati dalle luci artificiali che ne delineano la profondità e le forme imponenti. La prospettiva è articolata in maniera irregolare, focalizzando il punto di vista dall’alto.

Il dipinto, realizzato nel 1932, è inviato insieme a “La prima squadriglia” e “Vitalità” alla prima edizione della Mostra Nazionale Futurista, allestita a Roma nella sede del Sindacato architetti nel 1933. Appartiene alla serie delle “Acrobazie aeree” legate alle tematiche del Futurismo, all’esaltazione della guerra e all’Aeropittura, di cui presenta gli elementi caratterizzanti: le suggestioni della velocità, il paesaggio visto dall’alto, un’atmosfera segnata da un momento di sospensione e una conduzione pittorica dal tocco leggero, a tratti trasparente nel delineare come in questo caso, gli spostamenti d’aria del movimento aereo.

Il dipinto è firmato in basso a sinistra ed è stato donato dall’artista nel 1982 in occasione della mostra “Futuristi nelle Marche” a cura di Elverio Maurizi, tenuta a Macerata e Ancona in quello stesso anno.

Arnaldo Bellabarba (1913-2002) è tra gli esponenti del “Gruppo Futurista Boccioni”, costituitosi a Macerata nel 1932. Originario di San Severino Marche si forma a Roma dove avvia la sua carriera artistica, entrando a far parte nella metà degli anni Trenta nel Gruppo Futurista romano. Frequenta il Biennio di Architettura a Firenze e a Roma i Corsi di Scenografia, affiancando l’attività di pittore, con varie partecipazioni alle più importanti rassegne espositive nazionali, a quella dell’insegnamento come docente a Sarnano, Tolentino e Civitanova Marche.

In occasione della mostra “Vis-à-Vis. Ritratti moderni e contemporanei” (29 giugno 2024 – 12 gennaio 2025) l’opera è temporaneamente ricoverata presso i depositi del museo.