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Dimore n. 27 bis

1983

Attualmente esposta: Secondo piano/ sala 12

L’opera “Dimora n. 27 bis” presenta motivi geometrici di colore grigio accostati accostati tra loro. Si compone di una coppia di rettangoli con al centro un triangolo e nella parte superiore due elementi di cui uno a forma di cupola. Lo sfondo bianco e i profili delle forme fanno emergere i volumi ideali di un edificio a cui rimanda il titolo. È stata esposta nel 1983 nella mostra “Giuseppe Uncini. La logica fantastica” organizzata dal Comune di Macerata, in collaborazione con Pinacoteca e Musei Comunali e gli Amici dell’Arte, presso la Pinacoteca Comunale di Macerata (maggio-giugno 1983) e in quell’occasione donata dall’artista.

Come indagato dalla critica la “dimora come luogo di permanenza, come indugio, è per Uncini una lettura ravvicinata, sia per la severa ambientazione architettonica, sia per la messa a punto della tecnica, dello spazio e della luce presenti nella grande pittura di Piero della Francesca.” (Bignardi M./ Fiorillo A.P., 1990).

Giuseppe Uncini (Fabriano, 1928 – Trevi, 2008), si forma da autodidatta e alla fine degli anni ’40 lavora come disegnatore-litografo. Nel 1953 in seguito all’incontro con lo scultore Edgardo Mannucci si trasferisce a Roma ed entra in contatto con il variegato ambiente artistico della Capitale. Partecipa a numerose rassegne ed esposizioni in Italia e all’estero, con dipinti e sculture. A partire del 1958 presenta i suoi primi ‘Cementoarmati’, lavori in metallo e in cemento, materiali spesso utilizzati nella sua produzione artistica.

Informazioni tecniche

data
1983
sede
Palazzo Buonaccorsi
collocazione
Secondo piano/ sala 12
tecnica
Tecnica mista su compensato sagomato 123x95,5cm
n. inventario
2794
tipologia
Pittura