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Idea n. 26

data
1966
sede
Palazzo Buonaccorsi
collocazione
Secondo piano/ sala 14
tecnica
Lamiera/ vetro 180x35cm
n. inventario
2656
tipologia
Scultura

Descrizione

La scultura “Idea n. 26” è composta da una lastra di metallo su cui sono saldati leggeri filamenti di ferro che si stendono, si intrecciano, si fondono, creando una sorta di pentagramma. Annidati in un groviglio di materia, sono collocati dei nuclei di vetro rosso, verde e blu. L’intreccio dei fili e l’inserimento di elementi sferici conferiscono una certa spazialità alla scultura. L’opera è stata esposta nella mostra ‘Materia e spazio: la “poetica” di Mannucci’ a cura di Enrico Crispolti che si è tenuta a Macerata nel 1979 e in quell’occasione è stata donata alla Pinacoteca.

Edgardo Manucci, nato a Fabriano nel 1904, è esponente dell’Informale plastico europeo, un movimento artistico che supera la figurazione per l’uso di un segno libero, svincolato dalla forma. Molte delle sue sculture hanno per titolo “Opere” e “Idee”, composizioni che richiamano lo sprigionarsi di un’energia nello spazio, lavori che mostrano la suggestione da parte dell’artista dello scoppio della bomba atomica di Hiroshima. Mannucci utilizza vari materiali, in prevalenza metalli (bronzo, ferro, ottone) e il vetro, che gli consentono di creare elementi componibili e vibranti.

Centrale per la sua formazione sono le esperienze nell’ambiente artistico romano, dove conosce Corrado Cagli, Afro, Mirko e i maggiori esponenti dei movimenti artistici della prima metà del Novecento. Ha partecipato alla formazione del “Gruppo Origine” a Milano (1950-1951), con Ettore Colla, Giuseppe Capogrossi e Alberto Burri e ha preso parte a numerose rassegne d’arte nazionale e internazionale.