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Radicembrione

data
1961 ~ 1962
sede
Palazzo Buonaccorsi
collocazione
Secondo piano/ loggia
tecnica
Alluminio/ ferro su basamento in pietra 44x18cm
n. inventario
645
tipologia
Scultura

Descrizione

La scultura è realizzata in ferro e collocata su una base in pietra. Presenta elementi di forme diverse saldati insieme: su un pezzo di più grande formato, che ricorda uno scarto di un motore, sono innestati componenti e filamenti irregolari, quasi a simulare il movimento delle radici.

L’opera fa parte del ciclo ‘Radicembrione’ ed è riferibile agli anni 1961-62. Richiama una scultura dal medesimo titolo, realizzata in alluminio nel 1961 e pubblicata nel catalogo della mostra personale dell’artista alla Galleria Alfa di Venezia del 1962.

Valeriano Trubbiani (Macerata, 1937 – Ancona, 2020) è noto per le sue sculture in ferro e alluminio che danno vita ad un universo molteplice, in cui ai meccanismi, agli ingranaggi e alle lamiere si affiancano figure di animali che popolano un mondo di metallo. La scultura “Radicembrione” rientra nella produzione dei primi anni Sessanta, quando l’artista realizza prevalentemente opere non figurative, dalle forme taglianti abrase, oggetti meccanici compatti o resi per filamenti. Si vedano degli stessi anni “Ipotesi bellica” del 1963 e “Tentacolare impennata” del 1964.

Successivamente l’animale è sempre al centro delle sue composizioni. Trubbiani, traendo ispirazione dal bestiario medievale, realizza opere in cui uccelli, rane e topi, quasi torturati da elementi meccanici popolano un mondo cupo dove a prevalere è la crudeltà psicologica ed emblematica della macchina.