
Il Teatro Lauro Rossi sorge nel cuore di Macerata, in piazza della Libertà, e testimonia il ruolo centrale che lo spettacolo ha ricoperto nella vita cittadina sin dalla fine del XV secolo. Già nel 1492 esiste infatti, all’interno del Palazzo del Comune, una “Sala della Commedia” destinata alle rappresentazioni teatrali.
Nel 1663 venne costruito un primo teatro stabile, progettato da Cornelio Felici e Giulio Lazzarini secondo un modello ispirato ai teatri veneziani e successivamente ampliato da Giacomo Torelli. Nel corso del secolo seguente, tuttavia, la crescente partecipazione del pubblico e le nuove esigenze della scena resero necessario uno spazio più ampio e funzionale. Nel 1765 quarantasei nobili maceratesi, riuniti nella società dei Nobili Condomini, promossero perciò la costruzione di un nuovo teatro. La sala venne realizzata sulla base dei disegni di Antonio Galli Bibiena, esponente della celebre famiglia di architetti e scenografi attiva presso le principali corti europee. Il progetto fu poi rielaborato e portato a compimento dall’architetto Cosimo Morelli, che adattò il modello del Bibiena agli spazi del palazzo comunale. Nacque così una sala dalla caratteristica pianta “a campana”, articolata originariamente in quattro ordini di palchi e concepita secondo una stretta continuità tra la cavea e il boccascena. I lavori furono ultimati nel 1772 e il teatro venne inaugurato il 2 gennaio 1774 con L’Olimpiade di Pasquale Anfossi.
Nel corso dell’Ottocento l’edificio fu sottoposto a diversi interventi per adeguarlo alle mutate esigenze del pubblico e dello spettacolo. Intorno alla metà del secolo, sotto la direzione di Agostino Benedettelli, il quarto ordine di palchi venne trasformato in loggione. Una ristrutturazione più radicale ebbe inizio nel 1868, sotto la direzione di Luigi Samoggia e Mario Monti. Il pavimento della platea venne inclinato per migliorare la visibilità e l’acustica, il palco centrale fu eliminato, il palcoscenico ampliato e la sala rinnovata secondo il gusto decorativo dell’epoca. Per sostenere i costi dei lavori, conclusi nel 1871, la società dei Nobili Condomini cedette il teatro al Comune. Nel 1884 l’edificio fu infine intitolato al compositore e direttore d’orchestra maceratese Lauro Rossi.
Nel 1983 il teatro venne chiuso per consentire l’adeguamento degli impianti e degli spazi alle norme di sicurezza. Gli interventi tecnici offrirono l’occasione per avviare un più ampio restauro architettonico e decorativo, condotto tra il 1984 e il 1989. La rimozione delle tinte applicate nel corso del Novecento riportò alla luce gli stucchi policromi settecenteschi, fino ad allora nascosti sotto numerosi strati di vernice. Il restauro interessò le strutture lignee, le volte, i palchi, gli ambienti di servizio e le decorazioni della sala, comprese quelle realizzate da Samoggia nell’Ottocento. L’impiego di materiali compatibili con quelli originari e il recupero delle diverse fasi decorative hanno restituito al teatro il suo equilibrio architettonico e il carattere raccolto che ancora oggi lo contraddistingue.
Con i suoi stucchi dorati, la forma a campana e l’atmosfera intima, il Teatro Lauro Rossi si configura come parte integrante del percorso dei teatri maceratesi, dall’antico teatro romano di Helvia Ricina al noto palcoscenico dello Sferisterio.