Scheda opera

Ricerca avanzata

Seleziona una voce per filtrare la tua ricerca.

Aeroritratto n.1

data
1941 ~ 1942
sede
Palazzo Buonaccorsi
collocazione
Secondo piano/ sala 6
tecnica
Alluminio 66x48 cm
n. inventario
2633
tipologia
Rilievo
scuola
Futurista

Descrizione

Il rilievo, realizzato in alluminio, mostra un aereo mentre solca il cielo. In alto, nell’angolo a sinistra, compare un sole con i raggi stilizzati, mentre nella parte bassa è presente una forma allungata simile a una nuvola.

Con questo primo aeroritratto, databile intorno al 1941-42, Wladimiro Tulli inizia una serie di lavori caratterizzati da motivi futuristi e surrealisti. Allo stesso periodo appartiene l’opera “Fuori del mondo (Aeroscultura)”, sempre conservata nelle collezioni della Pinacoteca (inv. 2634).

L’ “Aeroritratto n. 1” può essere accostato all’opera in gesso “Aerei in amore + sole e dintorni” (1942), fusa in alluminio nel 1978, per l’idea compositiva di un perimetro scabro al cui interno volteggia l’aereo su di un fondo occupato da corpi siderali. Gli elementi della nuvola forata e degli aerei ricorrono anche in opere di altri artisti maceratesi appartenenti al “Gruppo Futurista Boccioni”, al quale aderisce Tulli.

L’aereo diventa simbolo di una nuova visione della realtà. Volteggia su spazi appena accennati oppure come avviene per le opere pittoriche, è il mezzo dal quale vedere il paesaggio sottostante, restituito attraverso una sintesi compositiva e cromatica.

Wladimiro Tulli (Macerata, 1922-2003), pittore, scultore e ceramista, è attivo promotore del “Gruppo Futurista Boccioni” soprattutto dopo la morte di uno dei suoi fondatori, Bruno Tano (1942). Nell’ambito del movimento, partecipa con il Gruppo alla Mostra d’Arte futurista (1940) e alla I Mostra Nazionale di Fotoplastici di guerra (1942), entrambe organizzate nel Teatro Lauro Rossi di Macerata. All’inaugurazione della mostra dei Fotoplastici, il 27 maggio, è presente Filippo Tommaso Marinetti, poeta, critico e teorico del Futurismo.

Nel 1952 fa parte del “Gruppo Numero” di Firenze con cui espone in Italia e in Europa e nel 1962 è tra i fondatori del “Gruppo Levante” di Macerata, nel quale confluiscono le ricerche dell’arte europea nell’ambito dell’Informale e della pittura automatica. Dal 1939 numerose sono le partecipazioni ad esposizioni e rassegne, tra le quali ricordiamo la IV e V Quadriennale di Roma (1943 e 1948), il Premio Scipione a Macerata (1955, 1957), il Premio Marche (dal 1954 al 1963). A partire dagli anni Settanta sviluppa nuove tecniche espressive inserendo nelle sue opere materiali diversi e si dedica in particolare alla decorazione murale e a progetti grafici. La sua produzione si caratterizza per l’affermarsi di un linguaggio tendenzialmente astratto, dove prevale un segno libero, quasi grafico, e l’utilizzo di colori vivi e accesi.

La scultura è stata esposta nella mostra “Alluminio. Tra Futurismo e Contemporaneità. Un percorso nella scultura italiana sul filo della materia” (Montevarchi, 2013).