Biblioteca Mozzi Borgetti

Biblioteca Mozzi Borgetti - Musei Macerata

La biblioteca

La sala consultazione della Biblioteca Mozzi Borgetti - Musei Macerata

È ritenuta una delle maggiori biblioteche delle Marche, grazie al cospicuo fondo di circa 400.000 pezzi tra incunaboli, manoscritti, carte geografiche, statuti e fondi giuridici e l’archivio della locale Accademia dei Catenati.

La Biblioteca è situata nell’ex Collegio dei Gesuiti, un complesso eretto nell’area precedentemente occupata dall’Ospizio dei cavalieri di Gerusalemme e sottoposto a rimaneggiamenti architettonici ed ampliamenti a partire dal 1681. A motivo della temporanea soppressione dell’Ordine dei Gesuiti nel 1773, il Comune di Macerata, per interessamento dei concittadini cardinal Mario Compagnoni Marefoschi, monsignor Guglielmo Pallotta e Ferdinando Palmucci, ottiene l’edificio dal Vaticano per sistemarvi l’università e per aprire ad uso pubblico la biblioteca. Dopo corposi restauri alla struttura, la biblioteca apre ufficialmente il 31 marzo 1787, in seguito soprattutto alle donazioni, alla generosità e alla cura dei fratelli Mozzi, Giuseppe e Bartolomeo.

Grazie alla dedizione del padre domenicano Tommaso Maria Borgetti, dal 1834 nello stesso edificio viene sistemata la Libreria Borgetti, autonoma fino al 1855. Le due biblioteche, Mozziana e Borgettiana, sono poi state unificate nel 1855 e hanno dato vita alla Biblioteca Mozzi Borgetti.

Storia della biblioteca

I volumi storici della biblioteca Mozzi Borgetti - Musei Macerata

Il fondo originario di 5000 volumi costituito dalla biblioteca dei gesuiti risale al 1773 e vi confluiscono i libri delle corporazioni religiose soppresse, i testi della “Pubblica Libreria del Comune”, i preziosi  lasciti di Giuseppe e Bartolomeo Mozzi (1789),  del padre domenicano Tommaso Maria Borgetti che dona 9.176 volumi (1833), dello storico d’arte Amico Ricci e poi nel corso di Otto e Novecento di altre donazioni, come quella della biblioteca Castiglioni (già di Pio VIII) con 20.000 volumi.

Gli interventi decorativo-pittorici degli ambienti delle sale antiche vengono realizzati dagli artisti Serafino Scarponi e Costanzo Alberti. A quest’ultimo si devono i medaglioni sulle pareti con i ritratti degli imperatori benemeriti di Helvia Ricina. Nella Galleria degli Specchi, gli artisti Domenico Marzapani e Domenico Cervini, creano una trama narrativa di grottesche e stilemi pompeiani, con inserimento di ritratti di filosofi e di scienziati illustri. Pitture di analoga guisa decorano altre sale della biblioteca, mentre la volta dell’ex oratorio dei contadini porta la firma di Giuseppe Mattei. Da segnalare nelle sale la presenza dei lavori d’intaglio di Giuseppe Ciferri e di Bernardino Consalvi e le pregevoli scaffalature create da Domenico Antonio Pianesi. Le quadrature dei soffitti e lo stile neoclassico delle stanze si devono alla direzione artistica del pittore maceratese Vincenzo Martini.

All’interno del vasto edificio, accanto alla biblioteca hanno avuto sede, seppure per brevi periodi, il Museo universale maceratese, il Teatro e il Gabinetto di lettura della Società del Casino (1809 – 1901), il Museo Piceno ideato nel 1819 da Michele Santarelli e il Museo del Risorgimento, fondato nel 1905 da Giovanni e Domenico Spadoni. Ospitava inoltre la quadreria allestita nel 1860 grazie alla donazione Bonfigli, le raccolte civiche confluite nel 1927 nei locali della Pinacoteca e da ultimo nel 1962 il Museo della carrozza.

Orari

Da lunedì a venerdì:
9:00 – 13:30 / 14:00 – 18:30
Sabato:
9:00 – 13:00

Indirizzo
piazza Vittorio Veneto 2, Macerata (MC)

Contatti
Tel. 0733 256360
Email biblioteca@comune.macerata.it

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