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Brucia come la fiamma

data
1978
sede
Palazzo Buonaccorsi
collocazione
Secondo piano/ sala 13
tecnica
Olio su tela applicata su tavola 35x35cm
n. inventario
2667
tipologia
Pittura

Descrizione

Il dipinto raffigura un elmo inserito in un quadrato dal fondo blu scuro e la base verde. Intorno al perimetro corre sui quattro lati la scritta “gaglianvecchio”.

L’opera, eseguita da Sirio Reali nel 1978, è stata donata dall’artista alla Pinacoteca di Macerata nel 1980 in occasione della mostra “Greco, Reali, Simoncelli” allestita in quell’anno presso la Pinacoteca. Fa parte del ciclo “Restaurare” realizzato da Sirio Reali nel corso della seconda metà degli anni Settanta.

Nei lavori appartenti a questo periodo l’artista individua oggetti ed immagini della scultura materiale per distillarne, attraverso un processo di esaltazione estetica, un potenziale iconico e simbolico. In questo caso centro della composizione è l’elmo, un oggetto di matrice medievale che riporta alla mente dimensioni del passato e mondi cavallereschi, reso nella sua perfetta volumetria di manufatto compiuto e con una pulizia formale che rimanda all’antica tradizione pittorica.

Artista maceratese, Silvio Reali (1947) si forma nella sua città e all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove entra in contatto con l’ambiente artistico degli anni Sessanta. Le opere della sua prima produzione, esposte nel 1966 nella mostra organizzata dalla Brigata amici dell’Arte di Macerata, rimandano al Surrealismo, e in seguito, negli anni Settanta si connotano di un forte contenuto simbolico. Gli oggetti acquistano per l’artista un significato autonomo, diventano il centro di simbologie moderne, come il ciclo di opere “Macchine”, o antiche, quale l’elmetto dell’opera “Brucia come la fiamma” conservata in Pinacoteca.

Il realismo visionario di Sirio Reali è stato oggetto di una mostra antologica allestita a Palazzo Bonaccorsi dall’11 gennaio al 9 febbraio 2014.  L’esposizione, divisa in quattro sezioni, presentava i diversi cicli pittorici dedicati alle “Macchine”, alle “Case”, ai “Balconi”, simboli del vivere quotidiano, brani di vita di architetture improbabili con accenti surreali.